Teodora Axente, un legame a doppio filo la unisce a Siena. Nel 2025 la mostra al Santa Maria, l’8 agosto s’inaugura ’Allegoria’ al Museo civico. Poi il Drappellone.
"Sento che il mio rapporto con Siena si approfondisce ogni volta che ho l’onore di realizzare un progetto artistico in questa città. Fin dalla mia prima visita, quando raccoglievo materiali e studiavo il contesto per la mia prima mostra al Santa Maria, ho percepito un’energia unica: quella di una città fiera della propria storia e tradizione. Ma ciò che più di ogni altra cosa si avverte è la presenza viva della Scuola Senese, permeata dall’ispirazione dei grandi maestri che hanno segnato quella stagione straordinaria della storia dell’arte. Con questo sentimento profondo cerco, nel mio piccolo, di offrire un contributo alla scena artistica e alla comunità senese, senza dimenticare il privilegio che mi è stato concesso. Allo stesso tempo, considero un dono la possibilità di lasciarmi ispirare da questo patrimonio così ricco, che continua ad alimentare il mio lavoro, oggi e nel futuro".
Andiamo per ordine: ha mai assistito alla corsa? E, se sì, in Piazza oppure alla televisione? Le emozioni che, nel caso, ha suscitato.
"Non ho ancora avuto l’opportunità di assistere di persona a questo evento così emblematico per Siena. Tuttavia, negli anni ho raccolto fotografie, album e libri che documentano i momenti più significativi delle edizioni passate, oltre ai racconti di amici che hanno vissuto il Palio in prima persona. Da tutto ciò che ho potuto vedere e ascoltare, mi sono costruita un’immagine molto intensa di questa esperienza. Ho l’impressione che ogni Palio sia irripetibile, perché nasce dall’energia di una folla sempre diversa, in continuo movimento. L’apparizione del Drappellone, annunciata dal suono delle chiarine, racchiude un’attesa carica di emozione: l’impatto visivo dell’opera, il suono degli strumenti, la partecipazione del pubblico si fondono in una celebrazione profondamente coinvolgente. Ciò che mi affascina maggiormente è la dimensione rituale e spettacolare del Palio. È un evento che coinvolge tutti i sensi: lo sguardo, l’ascolto, la percezione dello spazio e del tempo. La tensione costruita dall’alternarsi del silenzio e dell’attesa, contrapposta all’esplosione dell’energia e del rumore, crea un equilibrio straordinario. Per me il Palio è, prima di tutto, una rappresentazione degli stati emotivi".







