Mani e cuore per dare luce ad una lapide e pregare la Madonna di Gamberone che, da un secolo è in questo luogo, accanto all’argine e alla strada che porta a Stellata ma che, quasi 800 anni fa, era stata trovata nei campi, a poche centinaia di metri, sempre accanto al Panaro. Eros Tartari in questi giorni ha pulito la lapide. L’ha liberata dal tempo grigio, ha seguito nero su bianco l’inciso che già c’era e che gli anni avevano coperto. Un filo che quest’anno compie esattamente un secolo, per la chiesetta votiva edificata nel 1926, mentre tra due anni – nel 2028 – ricorreranno ben ottocento anni dal culto mariano attestato nella storia paesana fin dal 1428. Al centro di questo mistero d’amore c’è la chiesetta della Madonna di Gamberone, un piccolo scrigno di mattoni a vista che custodisce un affresco riaffiorato dal passato, dimora di una fede antica che non accetta di spegnersi. "Sono i 100 anni che quella madonnina ha dimorato lì – ricorda -. Fra due anni sono 800 da quando l’hanno scoperta". A raccontarlo con emozione e fede è Eros Tartari, che di questo luogo ha fatto una dimora dell’anima. Per lui non servono teologie complesse o formulari imparati a memoria per parlare con il Cielo. Per lui come per tanti altri. La fede è fatta anche di umiltà, rispetto e cura. Un dialogo intimo e quotidiano dove il lavoro delle proprie mani prende il posto delle parole rituali, trasformando l’impegno manuale in un’offerta d’amore e di riscatto spirituale. "Sono affezionato alla Madonna di Gamberone. Vado a tagliare l’erba. Non sono bravo a recitare il rosario, allora per compensare faccio questo. Spero – scherza - che queste cose mi diminuiscano gli anni di Purgatorio". In quel gesto semplice e solitario di tagliare l’erba attorno al santuario, di ripulire la lapide, risuona una devozione autentica. Insieme ad un amico sta preparando la messa di sabato. È un rito che riannoda i ricordi dell’infanzia con le speranze del presente, rinnovando tradizioni storiche che un tempo vedevano le grandi processioni muoversi dal Duomo di Bondeno verso la fornace e le campagne vicine. "Abbiamo sistemato gli scalini, l’erba, la lapide - indica -. Sabato alle 19 la messa sarà solenne. Metteremo fuori anche il tappeto rosso". Un tempo Tartari abitava vicino alla fornace che ora non c’è più. Ricorda le processioni che arrivavano alla chiesetta partendo dal duomo. Ora ci sarà la messa. Ma è anima. Poi hanno di certo organizzato anche un rifresco. "Tutti porteranno portare qualcosa". Restaurare, per Eros, significa permettere ai passanti di fermarsi, alzare".
La Madonna risplende. Eros pulisce il santuario
Bondeno: il volontario sta preparando la chiesetta per la messa di sabato "Il piccolo tempio riscoperto da un secolo ha però ottocento anni di storia".







