Cremona – Il Po tra Cremona e Casalmaggiore in alcuni punti si attraversa a piedi. Le vestigia di quello che è stato il più grande fiume italiano sono lunghi spiaggioni di sabbia rovente e barche abbandonate sul letto là dove fino a qualche settimana fa galleggiavano. La navigazione non esiste più: la tradizionale processione di barche da Cremona a Brancere, in occasione della Festività dell’Assunta, è stata annullata: troppo poca l’acqua nel fiume, rimane la celebrazione nella parte su terra. Ieri il presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, ha chiesto ufficialmente alla Giunta Fontana “lo stato di emergenza di rilievo regionale per la crisi idrica che sta interessando il territorio lombardo”.

Una richiesta che è stata sostenuta e controfirmata anche dai Comuni cremonesi dell’asta del Po, ma anche da quello di Crotta d’Adda situato a ridosso dell’imbocco dell’Adda nel Grande Fiume.

Il livello del Po

Il livello del Po si attesta intorno agli otto metri e mezzo sotto lo zero idrometrico, variabile a seconda dei punti di rilevazione, ma a rendere la situazione drammatica, come sottolinea anche l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del Distretto idrografico del fiume Po – coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po nell’ultimo bollettino di venerdì scorso – sono le portate: letteralmente precipitate. A Cremona la portata attuale è di 193 mc/s, mentre la storica di 602 mc/s: tre volte in meno rispetto a quello che dovrebbe essere.