di

Luca Bergamin

In una Calabria dal mare cristallino, a sud di Catanzaro, un antico insediamento romano confina con un Comune che scommette sul futuro

(BdI n. 1.111) A stento si riesce a immaginare che alle spalle dell’acqua cristallina del medio Ionio catanzarese lungo la Costa degli Aranci, in quel di Roccelletta di Borgia, possa celarsi, tra gli ulivi, il capolavoro archeologico rappresentato da Skylletion. Appena varcata la soglia del parco che tutela questa antica città della Magna Grecia, divenuta una prospera colonia romana chiamata Scolacium, aperta al pubblico dopo l’esproprio dei terreni facenti parte delle proprietà dei baroni Mazza - i precedenti possessori erano i Massara di Borgia - si resta stupiti dalla magnificenza emersa in questa area frequentata già dal paleolitico inferiore e superiore. Qui ancora raccontano la leggenda di Menesteo, re di Atene, che ebbe l’incarico di guidare i coloni nel corso di una spedizione rivolta proprio alla fondazione di questa nuova città. Dunque quale sorpresa e meraviglia, per i viaggiatori lungo la costa ionica, nei pressi del Golfo di Squillace, camminare tra i resti di Scolacium, che dalla fondazione avvenuta intorno al 123 a.C. prosperò fino alla rifondazione operata dall’imperatore Nerva, quando assunse il nome di Colonia Minervia Nervia Augusta Scolacium. Vi si visitano il Foro che conserva la rarissima pavimentazione in laterizio senza eguali in tutto il mondo romano, le vestigia della Curia, del Caesareum e del Capitolium.