Il mare, per fortuna, non dipende dal Comune. È limpido, azzurro, generoso. La spiaggia è ampia e Roccelletta di Borgia avrebbe tutto per essere uno dei biglietti da visita della costa ionica catanzarese. A pochi passi c’è persino Scolacium, uno dei luoghi archeologici più importanti della Calabria. Madre natura e la storia, insomma, hanno fatto abbondantemente la loro parte. Poi arriva l’uomo. E, soprattutto, arriva l’amministrazione.

Le fotografie scattate in questi giorni raccontano ciò che le parole potrebbero persino addolcire: canne, rami, tronchi e materiale spiaggiato disseminati lungo ampi tratti dell’arenile, con veri e propri accumuli in alcuni punti. Tutto questo mentre siamo nel cuore dell’estate e la spiaggia è frequentata ogni giorno da residenti, villeggianti e turisti. Non stiamo parlando di una mareggiata avvenuta ieri mattina. Secondo quanto segnalato da diversi frequentatori della zona, le richieste di intervento sarebbero state ripetute, ma finora la pulizia avrebbe interessato soltanto una parte della spiaggia. Il resto può aspettare. Agosto, evidentemente, è arrivato troppo presto.

Il Comune turistico con la spiaggia da pulire

La domanda è persino banale: può un Comune che vuole definirsi turistico presentare così una delle sue spiagge più frequentate in piena stagione estiva? Perché il turismo non si costruisce mettendo la parola “turismo” nelle delibere, nei comunicati o nei post su Facebook. Il turista è un soggetto piuttosto elementare: arriva, parcheggia se ci riesce, scende in spiaggia e guarda quello che trova.