Dal sindaco di New York Mamdani all'astro nascente ProPal, El-Sayed Ecco perché il radicale mutamento della sinistra Usa è un rischio globale

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2031, Odissea in un’America socialista e musulmana. La fantapolitica è un po’ come la fantascienza, figlia della fantasia ma con agganci sparsi con la realtà. Da tener d’occhio. Ebbene, l’America di Donald Trump in questi tempi che viviamo non è affatto socialista (e neppure musulmana) ma qualcosa nella politica degli States sta mutando. In profondità. Accade infatti che nel Partito democratico, la forza di opposizione al trumpismo governante, avanzino figure socialiste e di fede musulmana. Due nomi e cognomi su tutti, due politici che tra l’altro hanno pure già vinto le "loro" elezioni. Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, e Abdul El-Sayed (che - a proposito di Odissea - ha detto che gli piace sentirsi «come l’eroe Ulisse»), neo vincitore delle primarie dei democratici, in vista del voto di midterm per il Congresso Usa, in Michigan. Entrambi radicali di sinistra, giovani e musulmani.

Partiamo dal secondo, per la sua recentissima vittoria politica alle primarie dei Democratici di pochi giorni fa. Abdul El-Sayed, già funzionario della sanità pubblica, 41enne, si definisce un progressista convinto ed ha fatto del programma «Medicare for All», l'assistenza sanitaria universale, della tutela all'infanzia gratuita, di più tasse ai ricchi e di un cambio sulle politiche trumpiane per l’immigrazione i riferimenti della sua azione politica. Vorrebbe abolire l’Agenzia federale per l'immigrazione e per il controllo delle frontiere (più nota come Ice), è pro-Pal ed ha definito «genocidio» le azioni di Israele a Gaza. Quanto alle questioni economiche El-Sayed assicura di non essere contrario al capitalismo, purché vi siano sufficienti misure di regolamentazione e controllo verso quella che lui ritiene una deriva che accresce le disuguaglianze. Il che fa pensare più al comunismo che ad un capitalismo riformato. La sua campagna elettorale per le primarie democratiche in Michigan aveva questo tra i suoi slogan più citati: «Togliere il denaro dalla politica, mettere denaro nelle tasche dei cittadini». Insomma, un ritornello molto populista e anti-casta.