HomeEsteriIl fantasma del socialismo. El-Sayed e compagni. Sfida rossa al trumpismoIl 34% degli elettori dem si riconosce nell’ala più radicale del partito. La sinistra interna punta a imporsi come i Maga hanno fatto con i Repubblicani.Abdul El-SayedRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 11 agosto 2026 – Un fantasma si aggira per gli Stati Uniti; è il fantasma del socialismo. La recente vittoria del candidato Abdul El-Sayed nella competizione per le primarie senatoriali in Michigan ha esaltato la sinistra statunitense, da Bernie Sanders ad Alexandria Ocasio-Cortez, convinta che il modello Zohran Mamdani sia da perseguire anche per le elezioni presidenziali del 2028, quando Donald Trump non ci sarà più e il candidato conservatore sarà, forse, J.D. Vance. Resta invero il dubbio che i vari El-Sayed siano sì in grado di vincere le primarie ma non le elezioni "vere"; questo tuttavia lo scopriremo a novembre, quando il candidato democratico sfiderà per il Senato il Repubblicano Mike Rogers, già parlamentare di lungo corso e convertito – come tanti – sulla via del trumpismo.
Secondo un sondaggio Cnn/Ssrs della settimana scorsa, il 34 per cento degli elettori Democratici o comunque di orientamento Democratico si identifica come "socialista democratico". Viene da chiedersi, e da chiedere agli elettori, se con questa espressione intendano il socialismo scandinavo (soprattutto per l’assistenza sanitaria pubblica). Potrebbero invece avere in testa il socialismo di Megan Romer, copresidente dei Democratic Socialists of America, recentemente espresso in una intervista alla Fox News: abolizione del Senato, abolizione dei confini e amnistia per chiunque viva illegalmente negli Stati Uniti, de-finanziamento del Pentagono, nazionalizzazione della maggior parte delle grandi aziende. I Democratic Socialists of America puntano al controllo dei Democratici americani, cercando di fare quello che il movimento Maga ha fatto ai Repubblicani. Potrebbe funzionare? Chissà. "Un elettore di 25 anni frequentava le elementari durante la crisi economica del 2008 e ha visto tutto: genitori spaventati, posti di lavoro persi", ha osservato il Wall Street Journal, quotidiano conservatore: "Negli anni successivi, ha visto i salvataggi finanziari e nessuno a Wall Street che ne pagasse le conseguenze. Questo ha indebolito la sua fiducia nel sistema economico di libero mercato". Non è una storia solo americana. Un po’ dappertutto, a destra, i movimenti nazional-populisti hanno indebolito e, in qualche caso, preso il posto dei partiti conservatori tradizionali. Stesso discorso a sinistra: i progressisti duri e puri cercano di scalzare partiti e componenti più riformiste e moderate. Queste linee di frattura trovano riscontro in tutta Europa, dalla Francia alla Germania, senza dimenticare quel che accade dalle nostre parti.













