Milano, 10 agosto 2026 – Le difese dei quattro agenti della Polizia locale di Milano che, giovedì scorso, con la loro comandante, sono finiti in carcere e che due giorni dopo si sono visti rigettare la richiesta di sostituzione della misura cautelare in una meno pesante, ovvero gli arresti domiciliari, stanno valutando se rivolgersi al Tribunale del Riesame.

Da quanto si è saputo i legali, tra cui Giovanni Briola, Susanna Rita Marangoni, e Pietro Stimolo, dopo la decisione del gip Elio Sparacino che ha concesso i domiciliari solo all'ufficiale donna, Ilenja Sabato, e ha respinto la scarcerazione per gli altri, hanno tempo fino a Ferragosto per depositare o il ricorso ai giudici della Libertà per chiedere la revoca dell'ordinanza originaria o fare appello contro il provvedimento emesso due giorni fa.

I cinque rispondono a vario titolo di peculato, falso, calunnia (solo la comandante) e arresti illegali. Per questi ultimi due reati sono indagati, sempre a vario titolo, a piede libero.

L'inchiesta del pm Giovanni Tarzia, ha al centro la recente cattura di un pusher che si ritiene eseguita baypassando la legge con anche la sottrazione di 1.450 euro. In più, si sospettano almeno altri due casi simili sui quali sono in corso approfondimenti. I vigili, durante l'interrogatorio di garanzia, hanno respinto gli addebiti.