HomeMilanoCronacaQuattro agenti restano in carcere. I legali valutano il ricorso al RiesameLe difese dei quattro agenti della polizia Locale che, giovedì scorso, con la loro comandante, sono finiti in carcere...La “squadretta“ dei vigili urbani era d’accordo per procedere con arresti illegali. La commissaria Ilenija Sabato ha confessatoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLe difese dei quattro agenti della polizia Locale che, giovedì scorso, con la loro comandante, sono finiti in carcere e che due giorni dopo si sono visti rigettare la richiesta di sostituzione della misura cautelare in una meno pesante, l’unica andata ai domiciliari è stata Ilenija Sabato, stanno valutando se rivolgersi al Tribunale del Riesame. I legali, tra cui Giovanni Briola, Susanna Rita Marangoni, e Pietro Stimolo, dopo la decisione del gip Elio Sparacino che ha respinto la scarcerazione dei loro assistiti, hanno tempo fino a Ferragosto per depositare il ricorso ai giudici della Libertà e chiedere la revoca dell’ordinanza originaria oppure possono fare appello contro il provvedimento emesso due giorni fa che conferma il carcere.

I cinque rispondono a vario titolo di peculato, falso, calunnia (solo la comandante) e arresti illegali. Per questi ultimi due reati sono indagati, sempre a vario titolo, a piede libero. L’inchiesta del pm Giovanni Tarzia, ha al centro la recente cattura di un pusher che si ritiene eseguita baypassando la legge con la sottrazione di 1.450 euro. In più, si sospettano almeno altri due casi simili sui quali sono in corso approfondimenti. Secondo la Procura, il gruppo operava come una vera e propria “squadretta”, organizzando nei minimi dettagli le operazioni. Secondo la ricostruzione dell’accusa, lo spacciatore sarebbe stato attirato a Corsico da una finta acquirente, d’accordo con gli agenti, che peraltro era alla guida di un’auto civetta della polizia Locale pur non avendone titolo. Dopo la cessione di 500 grammi di hashish per 1.450 euro (ancora da capire da dove provenissero) l’uomo è stato portato via dagli agenti in auto. Nel frattempo è stata perquisita la sua Opel Corsa, per poi attestare falsamente di aver rinvenuto la droga all’interno del veicolo.