| 10 Agosto 2026 18:01 |
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(Adnkronos) – Ogni volta che si parla di una ‘riforma’ del bollo auto gli automobilisti sperano segretamente in un taglio dei costi o in un’abolizione, prospettata in questi giorni anche dal vicepremier Antonio Tajani. Ma la mini riforma del governo, che ha avuto l’ok il 5 agosto, non taglia i costi. Semplicemente, armonizza le tempistiche tra regioni a partire dal 2028: dal primo gennaio di quell’anno il primo bollo si pagherà ovunque, e non solo in alcune regioni, entro l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione. I rinnovi successivi andranno saldati entro l’ultimo giorno del mese in cui l’auto è stata originariamente immatricolata. Il cambiamento non vale per le auto già in circolazione, che manterranno le vecchie norme che prevedono le scadenze di aprile, agosto o dicembre.
Chi sperava in uno sconto rimarrà quindi deluso. Per i dettagli bisogna attendere la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, ma è sicuro che non cambieranno i parametri di calcolo: si continuerà a pagare in base ai kW (la potenza omologata al punto P.2 del libretto) e alla classe ambientale (da Euro 0 a Euro 6), con importi base che le regioni possono aumentare di un 10%; potranno anche impostare un pagamento quadrimestrale per alcune categorie di veicoli. Inoltre, se per sbaglio si paga il bollo alla Regione errata, ci penseranno le Regioni stesse a passarsi le somme tra di loro. Dovrebbe rimanere anche il superbollo per le macchine sopra i 100 Kw, maggiorato della metà. Rimangono inalterate le esenzioni (come quelle per le auto elettriche).











