- Il panettone non è più solo un dolce di Natale: da New York a Tokyo pasticceri e maestri dell'arte bianca lo reinterpretano, anche in versione salata, tutto l'anno, abbinandolo a frutta fresca, gelato e creme leggere.
La geografia dei consumi del grande lievitato delle ricorrenze vede il Perù come il Paese con il più alto consumo pro-capite al mondo e il Brasile tra i maggiori produttori.
L'Italia, su scala globale, è un modello per le produzioni artigianali. Un leader con sei secoli di storia nel settore farine e semole, Agugiaro & Figna, sottolinea che anche in Italia il grande lievitato è sempre più spesso un silenzioso protagonista fuori stagione. Non a caso, il 24 luglio è la data designata in una proposta di legge attualmente all'esame della Camera per l'istituzione di una "Giornata Nazionale del Panettone": un'iniziativa che punta a difendere l'autenticità di un'eccellenza del Made in Italy oggi conteso da imitazioni estere, restituendo al panettone la sua dimensione più autentica di eccellenza gastronomica da vivere tutto l'anno.
Il caldo torrido di questa estate e le occasioni di convivialità a Ferragosto rappresentano tecnicamente il momento ideale per degustare un grande lievitato artigianale. Se d'inverno il panettone viene spesso scaldato vicino ai termosifoni per sprigionarne i profumi, nei mesi più caldi le alte temperature favoriscono la naturale scioglievolezza del burro e consentono agli aromi complessi del lievito madre di diffondersi senza stress termici, garantendo una texture più elastica e soffice. "Oggi il panettone sta replicando lo straordinario successo globale della pizza, trainando l'export di competenza e innovazione italiana", evidenzia Riccardo Agugiaro, Ceo di Agugiaro & Figna Molini. "Vedere il panettone trasformarsi da simbolo del Natale a protagonista della pasticceria contemporanea, apprezzato tutto l'anno e in tutto il mondo, significa contribuire a raccontare ogni giorno l'eccellenza del Made in Italy" prosegue il Ceo della società Benefit con un fatturato di circa 160 milioni di euro e tre stabilimenti produttivi a Parma, Padova e Perugia.








