Una carriera all'ombra del potere punteggiata da vicende giudiziarie e condanne. L'arresto di Valter Lavitola, eseguito oggi nell'ambito del procedimento sull'attentato a Sigfrido Ranucci, è solo l'ultimo 'tornante pericoloso' di una vita in cui il 60enne di origini campane ha spesso frequentato quella 'zona grigia' che flirta con politica e affari. La casa di Montecarlo che affondò la carriera politica di Gianfranco Fini. La compravendita di senatori per far cadere il governo Prodi. La tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi per il giro di escort alle cene eleganti. Le tangenti per gli appalti a Panama. Le truffe sui fondi per l'editoria. Sono solo alcune delle vicende giudiziarie che vedono implicato Valter Lavitola, il 60enne faccendiere incappato nell'ennesima indagine, questa volta l'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. E dire che da un po' di anni il suo nome mancava dalle cronache. Nuova vita dopo le amicizie con i potenti ed oltre 4 anni di carcere.

Lavitola sembrava essersi ormai dedicato al suo bistrò di pesce nel quartiere Monteverde di Roma, "un angolo di autentica atmosfera mediterranea nel cuore della città", come recita il sito. Ma evidentemente il mestiere di ristoratore stava stretto a quello che sembra un personaggio cinematografico a metà tra Zelig e Manuel Fantoni.