Dalla vicinanza a Berlusconi alla vicenda della casa di Montecarlo alla "compravendita dei senatori": la storia di Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell'attentato contro Sigfrido Ranucci, tra politica, giornalismo, affari e relazioni con uomini di potere

Per anni il nome di Valter Lavitola è rimasto ai margini della cronaca politica e giudiziaria. Poi, nell’ottobre del 2025, è tornato alla ribalta: la procura di Roma lo ha indicato come mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore del programma d'inchiesta Report. Sabato, con quella stessa accusa, è stato arrestato: gli viene contestato il reato di strage in concorso aggravato dal metodo mafioso.

L'arresto è avvenuto a Roma, nel quartiere Monteverde vecchio, dove Lavitola vive e possiede un ristorante di pesce, molto frequentato da politici, giornalisti e dallo stesso Ranucci.

L'attentato contro Ranucci

L'attentato risale alla sera del 16 ottobre 2025, quando un ordigno venne fatto esplodere davanti al cancello dell'abitazione di Ranucci, a Pomezia, vicino Roma, provocando la distruzione delle sue due autovetture. Il giornalista ha escluso un possibile coinvolgimento nella vicenda di Lavitola, che ha definito "un amico vero" che "non avrebbe mai voluto fare del male a me e alla mia famiglia".