Valter Lavitola, indagato come mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci, ha una carriera come imprenditore, faccendiere ed ex giornalista-editore non nuova a vicende giudiziarie.
Valter Lavitola
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Imprenditore, faccendiere ed ex giornalista-editore, Valter Lavitola non è nuovo a vicende giudiziarie. I vari procedimenti negli anni, per associazione per delinquere, truffa, estorsione si sono conclusi con condanne definitive, altri con assoluzioni, altri ancora con prescrizioni. I pubblici ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia sospettano che sia lui il mandante dell'attentato dinamitardo al giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, avvenuto davanti alla sua abitazione di Pomezia il 16 ottobre del 2025. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati hanno perquisito la sua abitazione e altri luoghi da lui abitualmente frequentati, sequestrando telefonino e pc. Insieme a Lavitola è indagata un'altra persona, mentre quattro sono state arrestate, perché presunte autrici materiali dell'attentato.
Dalla truffa dei fondi pubblici dell'Avanti! iniziano le vicende giudiziarie Valter Lavitola è un nome che attraversa tre decenni di politica, passando per giornali e inchieste giudiziarie e che compare nei dossier della Seconda Repubblica. È un personaggio dalle relazioni trasversali. Nato a Salerno nel 1966, Lavitola è un imprenditore e giornalista-editore, a diciotto anni è entrato nella loggia massonica romana ‘Aretè'. Laureato in Scienze politiche, ha tentato a più riprese di farsi spazio all'interno del panorama della politica italiana. Negli anni ’80 si è avvicinato al Partito Socialista Italiano nella corrente craxiana e negli anni ’90 ha conosciuto Silvio Berlusconi. Negli anni Duemila ha fondato e diretto il quotidiano ‘L’Avanti!'. Nell'ambito della sua carriera giornalistica e da editore è stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusione nel 2015 per o finanziamenti pubblici illeciti attraverso società riconducibili a lui e ai suoi soci. Una vicenda che rappresenta il crollo della sua immagine pubblica e l’inizio della sua lunga stagione giudiziaria. Le varie inchieste che negli anni lo hanno visto coinvolto riguardano i reati di associazione per delinquere, truffa, estorsione.











