Chi in questi giorni ha fatto il bagno nei mari italiani probabilmente non l’ha trovato particolarmente rinfrescante: la rete mareografica nazionale dell’ISPRA ha misurato 30,5 gradi ad Anzio, 29,4 a Taranto, 29,2 a Carloforte, 29,3 a Trieste. Al largo di San Dragonera, a Maiorca, una boa ha registrato la temperatura di 33,02 gradi, un record assoluto per il Mar Mediterraneo.
Con aumenti fino a otto gradi rispetto al periodo di riferimento che va dal 1991 al 2020, sono diverse le aree del mar Mediterraneo che stanno raggiungendo i livelli più alti mai registrati, specialmente in quello occidentale, e lo stesso vale per le coste europee che si affacciano sull’oceano Atlantico. Lunedì il servizio Copernicus dell’Unione Europea ha annunciato che la temperatura media globale della superficie dei mari e degli oceani nel luglio del 2026 ha raggiunto i 20,96 gradi, superando i 20,89 gradi del record precedente, stabilito nel 2023.
La mappa mostra dove la superficie degli oceani è stata più calda o più fredda rispetto al periodo di riferimento, che va dal 1991 al 2020, nel luglio 2026. (C3S/ECMWF)
Il Mar Mediterraneo è un “hotspot climatico“, cioè il suo riscaldamento avviene più velocemente e più rapidamente rispetto ad altri mari. Lo scambio d’acqua e di calore con l’Atlantico avviene solo attraverso lo stretto di Gibilterra, largo 14 chilometri, quindi il calore che entra tende ad accumularsi invece di essere ridistribuito dalle correnti globali.













