Il caldo anomalo dei mari potrebbe contribuire, con l’arrivo dell’autunno, a intensificare fenomeni meteorologici estremi, favoriti da un’atmosfera più instabile: «Si tratta di energia accumulate che rischia di esplodere»
Alle 16 di mercoledì, una boa oceanografica al largo di Sa Dragonera, a Maiorca, ha registrato una temperatura del Mar Mediterraneo di 33,02 gradi. Un valore senza precedenti per il Mare Nostrum, dove tra la fine di luglio e l’inizio di agosto la temperatura media dell’acqua si attesta tra i 25 e i 26 gradi. A preoccupare, oltre ai valori record, è l’andamento: «Ormai è dal 2022 che le ondate di calore marino e le temperature continuano a crescere senza sosta», spiega a la Repubblica Federico Grazzini, meteorologo, divulgatore e fisico oggi a capo della sala operativa Arpae Emilia-Romagna.
Mari italiani bollenti: i dati Ispra da Trieste alla Sardegna
In Italia 26 città sono ancora da bollino rosso, e anche i mari sono caratterizzati da temperature eccezionalmente elevate. Secondo i dati della Rete Mareografica Nazionale di Ispra, rilevati ieri alle 16, la temperatura dell’acqua ha raggiunto i 29,3 gradi alla boa di Trieste, 30 gradi a Venezia, 30,5 gradi ad Anzio, 29,4 gradi a Taranto e 29,2 gradi a Carloforte, in Sardegna. «Siamo di fronte a una situazione esplosiva. Ormai non servono soltanto le rilevazioni scientifiche per percepirla: basta anche l’esperienza diretta. Ho fatto il bagno in Liguria e a Nizza e la differenza tra la temperatura dell’acqua e quella dell’aria era praticamente impercettibile, nonostante mi trovassi in aree marine piuttosto profonde», osserva Grazzini.












