Il Mediterraneo come i Caraibi. Più accelerano le conseguenze della crisi climatica, più il Mare Nostrum si sta avvicinando a temperature simili a quelle dei mari caraibici. Tra giugno e luglio di quest’anno diverse boe, dall’alto Adriatico al basso Tirreno, dalla Sardegna alla Sicilia, solo in Italia hanno registrato temperature superficiali che sfiorano i 30 gradi. In Spagna, a Mallorca, sono state perfino superate: la boa nella baia di Pollença ha misurato per esempio 32 gradi. Nuove temperature che aprono a nuovi scenari: dall’invasione di specie aliene invasive, che grazie alle temperature elevate trovano un habitat dove vivere e riprodursi, fino alla possibile diffusione di alghe, mucillagine o fenomeni che tendono a privare dell'ossigeno i nostri mari.I recenti dati r accolti dalle boe sono però soltanto un avvisaglia, dato che avranno bisogno di conferme e comparazioni: è l’analisi delle cifre raccolte nei mari italiani da Greenpeace a restituirci invece un quadro più completo.

L’associazione ambientalista, dedicando questa sesta edizione alla ricercatrice e professoressa Monica Montefalcone, scomparsa insieme alla figlia nella tragedia dei sub deceduti a maggio alle Maldive, ha appena diffuso il nuovo report di "Mare Caldo” che analizza le ondate di calore marine in 14 stazioni di monitoraggio italiane, di cui 13 in Aree Marine Protette. Al netto dei preoccupanti segnali del 2026, con alcune zone della Sardegna e del Tirreno che hanno registrato addirittura +6 gradi di temperatura superficiale del mare rispetto alle medie del passato, il nuovo report mette in luce un problema nascosto: non fa caldo solo in superficie, ma anche in profondità. "I mari italiani continuano a scaldarsi, con ondate di calore fino a 40 metri di profondità, fenomeni di necrosi o sbiancamento su gorgonie e coralli, e l’espansione di specie termofile e aliene" ricordano da Greenpeace.