(ANSA) - ROMA, 28 LUG - Mentre il 2026 ha già segnato il record assoluto di temperatura per i mari e gli oceani a livello globale a causa della crisi climatica, l'ultimo rapporto del progetto "Mare Caldo" di Greenpeace Italia rivela che anche i mari italiani continuano a scaldarsi, con ondate di calore fino a 40 metri di profondità, fenomeni di necrosi o sbiancamento su gorgonie e coralli, e l'espansione di specie termofile e aliene.Lo rende noto l'associazione ambientalista precisando che il report analizza i dati raccolti nel 2025 in 14 stazioni di monitoraggio italiane, di cui 13 in Aree Marine Protette, con termometri subacquei e monitoraggi periodici.Greenpeace ha operato con il sostegno del Distav (Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente, e della Vita) dell'Università degli Studi di Genova, l'Ogs (Istituto Nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale) e con il Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell'Università di Urbino.Nel 2025, i termometri di Greenpeace hanno registrato episodi prolungati di elevate temperature in tutte le 14 aree di studio del progetto "Mare Caldo", anche in profondità. "Il Mediterraneo sta cambiando rapidamente e gli effetti del riscaldamento non riguardano più soltanto la superficie del mare. Oggi osserviamo anomalie termiche che raggiungono gli habitat più profondi e incidono direttamente sulla salute degli ecosistemi marini, anche nelle aree marine protette. Il prezioso lavoro di tutela e conservazione in queste aree da solo non basta a preservare la biodiversità marina, serve anche una drastica riduzione delle emissioni di gas serra», dichiara Valentina Di Miccoli, campaigner Mare di Greenpeace Italia.L'anomalia massima della temperatura superficiale del mare, pari a +3,5 gradi centigradi sopra la soglia climatologica, si è registrata in Sardegna tra fine maggio e luglio 2025 nell'Area Marina Protetta dell'Isola dell'Asinara, durante un'ondata di calore durata 41 giorni. (ANSA).
Mare bollente, nel 2025 caldo anche a 40 metri di profondità
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