"Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no? Chi può stare a un concerto e chi andarsene? Io sono anche abituato a contestazioni e insulti, a volte può accadere, nessun dramma" ma "nessuno - e ripeto NESSUNO - può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare". Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, postando sui social il video che mostra una contestazione da parte di una ragazza all’Agnata, tappa del Festival "Time in Jazz" nella casa sarda di Fabrizio De André.Salvini: "Quella ragazza aveva il diritto di contestarmi"
"Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi (anche se ha disturbato l’artista, Dori e tutto il resto del pubblico) così come io ho il diritto di risponderle", sottolinea."Amo De André dai tempi del liceo"
"Amo De André dai tempi del liceo, grazie ai dischi dei miei genitori. Non so cosa direbbe Fabrizio oggi" ma "so cosa dicono a me le sue canzoni, la sua musica, la sua voce. Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono anche in discussione. Sapete però cosa mi preoccupa davvero? Non quello che è successo a me. Ma il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli. Un mondo in cui sei libero, ma solo se hai le idee 'giustè? In cui puoi ascoltare un artista, ma solo se hai la patente politica giusta? Non esiste", conclude.










