E alla fine arriva anche la presa di posizione del patron Paolo Fresu, organizzatore di Time in Jazz, il festival che ha fatto tappa all’Agnata, casa sarda di Fabrizio De André, con il concerto di Diodato preceduto dalla contestazione a Matteo Salvini.
Ieri Fresu aveva fatto sapere di aver annotato, a margine degli appunti presi in quell’occasione, le parole «tolleranza, condivisione, uguaglianza e accoglienza». Qualcuno ha interpretatola sua esternazione come una risposta ad Alice De André, nipote del cantautore e autrice di un’invettiva contro il leader della Lega. Fresu non ci sta.
«Non era una risposta ad Alice De André o una critica nei confronti di chi ha manifestato né tantomeno (e soprattutto) una difesa di Salvini, che è per noi l’antitesi di quei valori», spiega il jazzista di Berchidda. «Sapendo che il Ministro sarebbe venuto a L’Agnata avevamo annotato quelle parole affinché arrivassero a lui. Credo fosse l’unico modo che avevamo per manifestare il dissenso verso una persona di cui non stimiamo né il pensiero né l’operato».













