Ponte di Costantino, Bulgaria

L’abbassamento del livello del Danubio ha fatto riemergere un importante reperto archeologico: il ponte di Costantino. Situato tra Romania e Bulgaria, si tratta di un’imponente struttura di quasi 2000 anni fa risalente all’epoca romana: ecco come ripercorrere le sue tracce.

Una recente scoperta del Museo storico regionale di Pleven ha conquistato l’opinione pubblica per uno dei più straordinari esempi di ingegneria dell’antichità. A causa dei livelli eccezionalmente bassi del Danubio, aggravati dalla siccità e dalle ondate di calore che quest’estate hanno colpito diverse aree d’Europa, nei pressi del villaggio di Gigen, nella Bulgaria settentrionale, sono tornate visibili alcune parti dell’antico Ponte di Costantino. Voluto dall’imperatore Costantino I e inaugurato nel 328 d.C., il ponte attraversava il Danubio collegando la città romana di Ulpia Oescus, nell’attuale Bulgaria, con Sucidava, nell’odierna Romania. Con i suoi oltre due chilometri di lunghezza, era una delle più ambiziose opere di ingegneria dell’Impero romano, anche se ebbe una vita relativamente breve: si ritiene che sia stato in gran parte distrutto intorno al 367 d.C. Oggi il ponte non è un’attrazione turistica visitabile fisicamente, ma le due sponde che collegava raccontano ancora la storia di questo reperto archeologico tra i territori dell’Impero: ecco dove andare per scoprirne le tracce.