Roma, 10 agosto 2026 – Il ponte di Costantino, tornato alla luce, è il ritrovamento più antico e forse il più spettacolare riportato in superficie dalla secca del Danubio. A Gigen, nel nord della Bulgaria, il livello eccezionalmente basso del fiume ha fatto riaffiorare le strutture del ponte, costruito durante il regno di Costantino il Grande nel 328 d.C.

Costantino lo fece costruire per attraversare il Danubio: collegava l'antica Oescus, nell'attuale Bulgaria, con Sucidava, sull'altra sponda, oggi in Romania. Lungo più di due chilometri, rappresentava un'infrastruttura strategica per i collegamenti dell'impero attraverso il fiume. Nota dalle fonti storiche, la struttura è tornata ora parzialmente visibile grazie al forte abbassamento delle acque.

La magra ha permesso agli archeologi di osservare e documentare parti delle fondazioni normalmente sommerse, offrendo una rara occasione per studiare direttamente ciò che resta dell'antica infrastruttura.

Riemergono i resti di due soldati tedeschi

A Budapest, sul lato di Buda del Parlamento ungherese, accanto all'approdo di piazza Batthyány, il Danubio ha restituito una pagina della Seconda guerra mondiale rimasta nascosta per oltre ottant'anni. Sono stati recuperati i resti di due soldati della Wehrmacht, morti durante la guerra, insieme a una motocicletta militare tedesca, identificata come una Dkw Nz 350-1, e a una tanica di benzina.