Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiI tentativi di truffa non vanno in vacanza. Ce n’è una in particolare che adesso sta attirando l’attenzione della Polizia. È un tentativo di truffa che si alimenta via mail e si basa sull’invio di messaggi che imitano notifiche ufficiali, convocazioni o atti giudiziari, spesso riportando nomi e firme del Capo della Polizia, dirigenti o responsabili di uffici e reparti di forze di Polizia.
Falsi verbali e ricatti web: come funziona l'inganno
In questi messaggi fraudolenti, avvisa la Polizia di Stato, il destinatario viene informato di aver visionato siti, materiale pedopornografico o altri contenuti illeciti e viene invitato a fornire giustificazioni per evitare l’avvio di un’indagine o di un procedimento penale.
Chi risponde solitamente riceve una successiva comunicazione con la richiesta di versare una somma di denaro al fine di concludere o estinguere il procedimento penale.
Attenzione, avvertono le forze dell’ordine. Le comunicazioni sono costruite per apparire credibili: riportano loghi, intestazioni, firme e riferimenti a uffici di Polizia, riprodotti al solo scopo di ingannare i destinatari.












