«Nessun rischio per alcuno, perché è un fenomeno che capita con il caldo». È la rassicurazione del direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno, sulle manifestazioni schiumose e gelatinose che non accennano ad arrestarsi lungo il confine fra Trani e Bisceglie, e più in generale sulla costa pugliese, dallo Ionio all’Adriatico, dove analoghe segnalazioni sono giunte anche da Torre Lapillo e da Pilone, sulla costa di Ostuni.

LA CHIAZZA DI IERI Ieri mattina, nel rituale orario compreso fra le 10 e mezzogiorno, davanti a Torre Olivieri, nei pressi di Ponte Lama, è comparsa in mare una chiazza lunga almeno centocinquanta metri. Proveniente da Trani e diretta verso Bisceglie, si è poi frazionata in piccoli addensamenti di sostanze che hanno raggiunto la battigia, circondando i bagnanti, i quali hanno avuto difficoltà ad immergersi, dovendo attraversare zone che a loro appaiono più simili a liquami gelatinosi che a mucillagini.

Le segnalazioni alla stampa e sui social si moltiplicano, ma le denunce formali scarseggiano sia presso la Guardia costiera, sia presso la Asl Bt, sia presso il Comune di Trani. Resta un leitmotiv dell’estate: da un lato la zona è caratterizzata da condizioni di balneabilità pressoché perfette, dall’altro è fortemente condizionata da queste ripetute comparse di sostanze che danneggiano quanto meno l’immagine del litorale.