Una distesa trasparente, densa e quasi immobile, che galleggia sotto il pelo dell’acqua e muta con il passare delle ore. Chi ha navigato al largo di Pila e nel cuore dell’Alto Adriatico nelle ultime tre settimane si è trovato di fronte a uno scenario spettrale: un immenso tappeto gelatinoso che sembra inghiottire il mare. Di notte resta sospeso in superficie, una scura barriera invisibile al buio; di giorno, non appena il sole scalda l’aria, sprofonda lentamente verso il fondale, creando una coltre impenetrabile. Un enigma biologico che, prima ancora di trovare un nome definitivo nei laboratori, ha congelato l’attività di una delle marinerie più importanti d’Italia.

Come documentato da Il Gazzettino, dietro questo panorama inquietante si nasconde il conto salatissimo che il cambiamento climatico sta presentando al settore ittico. Gli armatori e i biologi stanno ancora conducendo accertamenti per identificare con esattezza la specie aliena che ha colonizzato le acque polesane: dalle prime verifiche potrebbe trattarsi della noce di mare (Mnemiopsis leidyi) o di banchi di salpe gelatinose, organismi che l’eccezionale innalzamento delle temperature marine ha fatto moltiplicare a ritmi esponenziali.