di
Cesare Giuzzi
Notificata la chiusura delle indagini: è accusato di aver ucciso Chiara Poggi con le aggravanti dei motivi abietti e della crudeltà. Fino ad ora non si era mai parlato dei video sulla pendrive: Chiara li aveva copiati e poi cancellati
L’intercettazione ambientale in macchina è del 14 aprile dell’anno scorso. Da quasi un mese esatto Andrea Sempio sa di essere indagato nella nuova inchiesta dei carabinieri della Omicidi di Milano. Giovedì pomeriggio gli è stato recapitato l'avviso di conclusione delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio: è accusato di aver ucciso Chiara Poggi con le aggravanti dei motivi abietti e della crudeltà. Il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, lascia intendere che gli atti saranno mandati alla Procura Generale di Milano per sollecitare l'istanza di revisione per Alberto Stasi, che sta scontando 16 anni di carcere.
Nell'auto, il 14 aprile 2025, è da solo, farfuglia alcune parole come spesso gli succede. Un soliloquio in cui parla di Chiara Poggi e dei video intimi che avrebbe visto sul suo pc e della loro presenza su una pendrive usb, un particolare che non poteva essere conosciuto in quel momento. Ma soprattutto racconta, «imitando voce femminile», il (possibile) dialogo con la vittima: «Lei ha detto.. “non ci voglio parlare con te” (qui imita la sua voce, ndr).













