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Nell'informativa dei carabinieri che per un anno e mezzo hanno indagato su Andrea Sempio con l'accusa di aver ucciso Chiara Poggi si ricostruiscono anche tutte le anomalie nelle indagini che hanno portato all'archiviazione del 2017 per Sempio. Queste anomalie hanno fatto aprire nei mesi scorsi un fascicolo in Procura di Brescia che indaga per corruzione in atti giudiziari nei confronti di Mario Venditti, l'ex pm di Pavia che chiese e ottenne nel 2017 l'archiviazione per Sempio, e il padre dell'indagato, ovvero Giuseppe Sempio. L'accusa è che il secondo avrebbe favorito, con un versamento di denaro, il magistrato per evitare il processo. Anche la Procura di Brescia sta andando verso la chiusura delle indagini.
Intanto però queste anomalie sono elencate e spiegate anche nel fascicolo della Procura di Pavia che invece indaga sul delitto di Garlasco: lo scorso 7 maggio ha depositato tutto e gli atti sono stati accessibili alle parti. Ma quali sono le anomalie del 2017 per i magistrati pavesi? Le chiamate con la pg e gli atti ottenuti illegalmente Stando a quanto si legge nelle carte, i sospetti dei pm arrivano già dalle intercettazioni dell'8 febbraio 2017 quando a casa di Andrea Sempio si presenta uno degli investigatori della Sezione della polizia giudiziaria, ovvero il luogotenente Giuseppe Spoto, per notificare l'atto giudiziario che informava l'amico di Marco Poggi di essere indagato. Dalle conversazioni però si capisce che quello non sarebbe stato il primo contatto di Sempio con la polizia giudiziaria, ma ne era già avvenuto uno con il luogotenente Silvio Sapone. Nelle carte si legge che "è assolutamente normale che la pg delegata stabilisca un contatto con l'indagato per concordare la notifica, ma certamente non è usuale che ve ne siano addirittura antecedenti".









