Mentre il governo Meloni continua a prorogare i tagli di accise gasolio e iva carburanti, senza peraltro aiutare veramente gli automobilisti italiani come avrebbe potuto fare incentivando in questi anni l’acquisto di auto elettriche con politiche strutturali, la Cgia ha calcolato che il rincaro di benzina e diesel causati dalla guerra in Medio Oriente pesa per oltre 1,1 miliardi in più al mese sulle tasche di famiglie e imprese italiane. «A parità di consumi rispetto al 2025, nel 2026 il caro carburanti rischia di pesare sulle tasche degli italiani per oltre 1,1 miliardi di euro in più ogni mese, pari a 13,6 miliardi di euro nell'intero anno. Un aggravio economico di dimensioni rilevanti, che potrebbe mettere seriamente a rischio i bilanci di molte famiglie e la competitività di un numero altrettanto elevato di imprese», si legge nel documento diffuso dalla Cgia di Mestre. Si tratta di «rincari molto pesanti» che, secondo l'Ufficio studi dell’associazione, «le misure adottate dal Governo non sono finora riuscite a compensare». Viene sottolineato nell’analisi: «Pur avendo stanziato oltre 2,35 miliardi di euro per contenere il prezzo alla pompa di benzina e gasolio, l'impatto degli aumenti continua infatti a essere di gran lunga superiore. In linea puramente teorica, i 2,35 miliardi di tagli alle accise introdotti finora per il 2026 hanno sterilizzato gli aumenti di soli 2 mesi su 12».
Il rincaro di benzina e gasolio pesa per oltre 1,1 miliardi in più al mese sulle tasche di famiglie e aziende italiane
Mentre il governo Meloni continua a prorogare i tagli di accise gasolio e iva carburanti, senza peraltro aiutare veramente gli automobilisti italiani come avrebbe potuto fare incentivando in questi anni l’acquisto di auto elettriche con politiche struttur









