Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiA parità di consumi rispetto al 2025, nel 2026 il caro carburanti rischia di pesare sulle tasche degli italiani per oltre 1,1 miliardi di euro in più ogni mese, pari a 13,6 miliardi di euro nell'intero anno. Un aggravio economico di dimensioni rilevanti, che potrebbe mettere seriamente a rischio i bilanci di molte famiglie e la competitività di un numero altrettanto elevato di imprese.

Si tratta di rincari molto pesanti che, secondo l'Ufficio studi della CGIA, le misure adottate dal Governo non sono finora riuscite a compensare. Pur avendo stanziato oltre 2,35 miliardi di euro per contenere il prezzo alla pompa di benzina e gasolio, l'impatto degli aumenti continua infatti a essere di gran lunga superiore. In linea puramente teorica, i 2,35 miliardi di tagli alle accise introdotti finora per il 2026 hanno sterilizzato gli aumenti di soli 2 mesi su 12.

Spesa carburanti: un aumento stimato di 13,6 miliardi

Con i prezzi alla pompa di benzina e diesel in modalità self service attestatisi, nell'ultima settimana, rispettivamente attorno ai 2 e ai 2,10 euro al litro — con un rincaro, rispetto al periodo a ridosso dell'inizio del conflitto nel Golfo Persico, del +19,3 cento per la verde e del +21,5 per cento per il gasolio — l'Ufficio studi della CGIA prevede, per il 2026, un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20,4 per cento. Un aggravio che su base mensile si aggira attorno a 1,1 miliardi di euro. A livello territoriale, gli aumenti più marcati in termini percentuali si dovrebbero registrare in Basilicata, dove l’aumento raggiungerebbe il 21,6 per cento (+9,8 milioni di euro al mese). Seguono la Campania e la Puglia, entrambe con un incremento del 21,3 per cento: nel primo caso l’impatto economico mensile è stimato in 89 milioni di euro, nel secondo in quasi 70 milioni. Un quadro che evidenzia come l’andamento dei prezzi dei carburanti continui a produrre effetti significativi e disomogenei sul territorio nazionale, con ricadute particolarmente rilevanti per famiglie e imprese delle regioni del Mezzogiorno.