Classe 1997, giornalista per professione, cacciatore di emozioni per passione. Specializzato nel settore sportivo, cerco di raccontare le storie di chi viene r…
Per arrivare al successo non serve essere dei talenti precoci. A volte è necessario attendere per raggiungere i traguardi prefissati, magari attraverso percorsi complicati che conducono alla vittoria. Perché lo sport ha mille strade: fondamentale è imboccare quella giusta al momento giusto. Filippo Dezza se n’è reso conto sulla propria pelle, visto che l’atletica leggera fino a qualche anno fa non era nemmeno nei suoi pensieri. Il 21enne di Brembate Sopra si era prefissato di inseguire una carriera da calciatore, nonostante alcuni tecnici avessero già visto in lui la rapidità di un centometrista. Ma la passione per il pallone era più forte di ogni consiglio. Il portacolori della Bergamo Stars Atletica ha dovuto attraversare un periodo complicato prima di individuare la strada giusta e diventare campione italiano dei 200 metri, riportando nel capoluogo orobico il titolo quarantadue anni dopo Pietro Mennea, quando la «Freccia del Sud» militava per l’Athletic Club Bergamo. «Ho giocato a calcio fino alla fine delle superiori e poi, per vari motivi, ho deciso di smettere. Una volta finite le scuole, in estate ho iniziato a lavorare alla Brembo e, per trovare una valvola di sfogo, ho iniziato ad andare in palestra. Quest’ultima non mi faceva impazzire, ma il 25 ottobre 2023 ho avuto un incidente in moto - racconta Dezza -. Questo mi ha cambiato perché ho rotto il polso e in Brembo non mi hanno rinnovato il contratto. Ho iniziato così l’università a Dalmine e, al tempo stesso, ho cominciato a lavorare in un ristorante a Curno, ma anche quello mi portava via troppo tempo per lo studio. Ho scelto quindi di riprendere lo sport e, siccome non potevo per vari motivi tornare al calcio, ho deciso di seguire il consiglio dei miei allenatori e iniziare atletica al CUS di Dalmine ».








