ROVIGO - Un “requiem” per Rossini, il gatto più famoso di Rovigo, celebrato nel cuore della città che per anni aveva scelto come casa. Piazza Vittorio Emanuele II si è trasformata venerdì sera in un grande palcoscenico per ricordare il felino scomparso il 14 febbraio scorso, diventato nel tempo molto più di una mascotte: una presenza familiare per generazioni di rodigini. Proprio l’8 agosto, Giornata internazionale del gatto, il violista e direttore Danilo Rossi ha voluto dedicargli il concerto «Rossini nel cuore», affidando alla musica il saluto della città al suo piccolo e indipendente concittadino a quattro zampe.

Sul palco l’orchestra regionale Filarmonia Veneta, presente a titolo gratuito, i solisti Nao Tacheucki, Maria Elena Pepi e Matteo Urbani, assieme allo spassoso Riciclato circo musicale. «In questa serata – ha spiegato la presentatrice Elena Filini – i veri protagonisti non saranno solo i grandi compositori, ma anche i loro affezionatissimi amici a quattro zampe».Gatto Rossini, in piazza Vittorio Emanuele II il concerto per ricordarlo: «Momento di gioia e condivisione» IL FILO CONDUTTORE E proprio il rapporto fra i grandi della musica e cani e gatti è diventato il filo conduttore dell’intera serata. Tutti i brani in programma sono stati infatti accompagnati da curiosità e aneddoti sui compositori e sulle loro preferenze, quando non vere e proprie fissazioni, per gli animali. Puccini, Leoncavallo e Mascagni, ad esempio, erano grandi cinofili, mentre Rossini aveva un attaccamento tale per i felini che al suo nome è legato lo spassosissimo «Duetto buffo dei gatti», nel quale due voci soliste femminili interagiscono virtuosisticamente attraverso una sequenza di «miao miao». Il duetto, in realtà, pur essendo conosciuto sotto il nome di Gioachino Rossini, è un curioso falso d’autore: fu scritto nel 1825 dal compositore britannico Robert Lucas de Pearsall, utilizzando soprattutto brani tratti dall’Otello dello stesso Rossini.Rossini, il gatto della gente: la mostra a lui dedicata in sala Celio IL CONCERTO Le pagine strumentali e vocali, per alcune delle quali Danilo Rossi ha ricoperto contemporaneamente il ruolo di direttore e solista, sono state affiancate dagli interventi del Riciclato circo musicale. Da vent’anni l’ensemble realizza originalissimi strumenti utilizzando materiali di recupero: prima oggetti vecchi e abbandonati, poi anche elementi tecnologici come televisioni, asciugacapelli trasformati in «micro-phon», lampade e computer. Particolarmente riuscita e divertente l’anticipazione dei temi più celebri della «Carmen» di Bizet, successivamente ripresi dall’intera orchestra. Ad aprire la serata era stata la consigliera Sabrina Magon, che ha portato al folto pubblico i saluti dell’amministrazione comunale. «Rossini è stato molto più di una semplice mascotte – ha ricordato – perché ha dato a tutti i rodigini un’idea solida di socialità e indipendenza con un linguaggio universale, proprio come quello della musica». Edoardo Bottacin, direttore artistico del Teatro Sociale, ha invece sottolineato il valore della partecipazione della Filarmonia Veneta: «Il regalo dell’orchestra a Rovigo è molto importante e testimonia un legame di lunga data, perché è la stessa formazione che accompagna tanti degli appuntamenti del nostro teatro».