ROVIGO - Ci sono presenze che non fanno rumore, soprattutto se avanzano con il passo felpato di un felino. Eppure, quando scompaiono, il vuoto che lasciano si moltiplica. Dieci volte, cento, mille. Perché ci si accorge, tutto insieme, di quanto fossero entrate nella vita di tutti. Rossini era una di queste. Non aveva un ufficio, non aveva un negozio, non aveva una targa con il suo nome. Eppure il centro di Rovigo lo conosceva a memoria: i gradini di Palazzo Nodari, le auto delle forze dell’ordine in piazza Vittorio, le vetrine dove si accoccolava come il più bel gioiello in esposizione, le poltrone scelte con la naturalezza di chi si sente a casa.

Ieri mattina, nel giorno di San Valentino, poco dopo le 8, il cuore dei rodigini si è frantumato in mille pezzi per la morte della sua mascotte. Investito da un’auto in via Celio, nel tratto tra via Mazzini e via Celio dove la strada disegna una curva a gomito, Rossini è morto sul colpo. È un punto che costringe a rallentare, dove la carreggiata piega bruscamente. Il conducente si è fermato subito e ha chiamato i soccorsi, ma per lui non c’è stato nulla da fare. Con i micini basta un attimo. Aveva 14 anni e negli ultimi tempi l’età iniziava a farsi sentire. Forse qualche problema di udito. È possibile che non abbia percepito l’auto, che non abbia sentito il pericolo su una strada attraversata migliaia di volte.