ROVIGO - È trascorso un mese dalla dipartita di gatto Rossini, un simbolo per la città. Tante le persone che si sono riunite, ieri mattina a mezzogiorno, sotto il Comune, proprio dove il beniamino felino sonnecchiava, in cima alla scala di Palazzo Nodari. Lavinia Cantà, che gli dava ospitalità e lo accudiva, ha esordito dichiarando di aver presentato la denuncia per omissione di soccorso verso ignoti.
«La morte di Rossini, che è stato investito di mattina sulle strisce pedonali - ha detto - deve essere un motivo in più per una maggior consapevolezza verso il rispetto dei limiti di velocità, nella salvaguardia di tutti, non solo dei nostri amici a 4 zampe».
Si sono raccolte varie iniziative su come ricordare la dipartita del gatto più celebre di Rovigo: una statua, un’associazione felina a nome di Rossini, una raccolta fondi verso qualche associazione, sono state tante le idee degli affezionati presenti.
«Rossini era una presenza quotidiana, mi aspettava la mattina quando aprivo il negozio - ha raccontato una passante - addirittura mi attendeva durante la pausa pranzo perché sapeva quando avrei riaperto. Anche le domeniche lavorative trascorrevano più veloci, grazie alle sue fusa e ai pisolini sugli scaffali».






