Sono talmente padroni del campo, che ostentano il proprio potere, al punto da imporre ai propri inquilini di tatuarsi alcuni segni sul corpo a mo’ di omaggio. Più che numeri si tratta di veri e propri codici di onore, segni affiliazione. Ed è così che può capitare che di imbattersi in soggetti che hanno sul braccio o sulle gambe queste cifre: “22”; oppure “6.11”. Numeri che stanno per affiliazione, dedizione. Succede alle porte di Napoli, in alcuni spaccati di alloggi popolari che appartengono al comune di Napoli. Si tratta di case che rientrano nel patrimonio immobiliare, su cui - da almeno un anno a questa parte - la Dda sta provando a fare chiarezza. E non c’è solo la Procura di Napoli. Al lavoro anche la Procura della Corte dei Conti, a tutela delle casse dello Stato. Ma che storia è?
LO SCENARIO Siamo a Somma Vesuviana, gli inquirenti provano a fare luce su un business antico e attuale al tempo stesso: la gestione degli alloggi comunali. Non parliamo solo del comune vesuviano, ma anche di Palazzo San Giacomo, che gestisce - almeno sulla carta - una parte di alloggi presenti in alcuni municipi dell’hinterland. Da mesi vengono condotti appostamenti e verifiche, la prima cosa che salta agli occhi è la presenza di quei tatuaggi. Proviamo ad approfondire il significato, neanche tanto ermetico, dei numeri tatuati e rilevati dagli inquirenti. In sintesi, i numeri sarebbero un manifesto esplicito di affiliazione al clan Mazzarella. Dunque, ecco la spiegazione: il tatuaggio “22” rimanda alla smorfia napoletana, dunque alla parola “pazzo” o “pazza”. Nessun dubbio secondo gli inquirenti: si tratterebbe di un riferimento esplicito al clan Correale-De Bernardo. Più in particolare di un omaggio a tale Giovanni Guardiglio, soggetto in passato soprannominato “pazzo”, che venne ucciso nel lontano 26 dicembre 2012. Ma andiamo avanti con l’interpretazione dei numeri: “6.11”, cosa significa? Semplice: il numero sei corrisponde alla lettera dell’alfabeto “effe”, che sta per “famiglia”; stesso discorso per il numero 11 che corrisponde alla lettera “emme”. Dunque, sei e undici stanno per «famiglia Mazzarella». Ma da dove nascono queste conclusioni? Inchiesta condotta dal pool anticamorra, sotto il coordinamento degli aggiunti Sergio Amato e Sergio Ferrigno, la svolta arriva un anno fa, con una serie di arresti nel comune vesuviano. Più nello specifico, lo scorso 28 maggio, 21 arresti contro alcuni soggetti ritenuti vicini al clan Mazzarella. Droga e estorsioni. Ma le indagini sono andate avanti, ora c’è il capitolo case comunali. Riflettori puntati sui clan De Bernardo e La Vecchia, in una sorta di discendenza famigliare che vede alcuni rampolli in circolazione. IL TARIFFARIO Non cambiano i sistemi di controllo degli alloggi popolari. Ed è così che per la concessione di una casa (illegittimamente occupata) i De Bernardo si fanno pagare dai 10mila ai 25mila euro, oltre una sorta di canone mensile. È il catasto della camorra, sulla pelle dei più bisognosi, ma anche all’ombra del patrimonio comunale di Napoli. Ovviamente per gli affiliati l’ingresso in casa è gratuito. Basta tatuarsi quei numeri, quelle cifre, quei richiami ad un sistema mafioso che si evolve da almeno quaranta anni. Un sistema che è fatto di nomi e soprannomi, che vengono puntualmente riportati nelle più recenti informative di polizia giudiziaria. Materiale grezzo che attende risposte sotto il profilo investigativo. Riflettori puntati su via San Sossio, su alcuni parchi di edilizia popolare. Hanno nomi esotici e suggestivi i condomini controllati dalla camorra targata clan Mazzarella. Parliamo di Parco Fiordaliso e di Parco del Sole (o parco dei napoletani), spaccati metropolitani da sempre al centro dell’attenzione della cronaca cittadina. Ora però spunta la storia dei tatuaggi. Cittadini marchiati con numeri apparentemente neutri, che rimandano a un potere criminale su cui qualcuno prima o poi dovrà fare chiarezza. Quanto basta ad attendere risposte dalla Dda e dalla Corte dei Conti, a proposito di beni e risorse pubbliche completamente ad appannaggio della camorra targata clan Mazzarella.







