Nicu Terletchi, 35 anni, è morto a Padova lo scorso 4 agosto nel suo primo giorno di lavoro nel nostro Paese. I primi risultati dell’autopsia escludono l’alcol e indicano un possibile infarto o collasso da calore. La moglie: “Non aveva i soldi per l’acqua, figuriamoci per il vino”. Intanto la la Procura indaga per omissione di soccorso aggravata.

È morto nel suo primo giorno di lavoro in Italia, dopo aver accusato un malore mentre si trovava in un cantiere edile a Padova. Ora i primi risultati dell'autopsia su Nicu Terletchi, operaio moldavo di 35 anni e padre di due bambini, sembrano escludere una delle versioni raccontate nelle ore successive alla tragedia: l'uomo non avrebbe assunto alcol prima di sentirsi male. Secondo le prime rilevanze dell'esame autoptico, effettuato dal medico legale Antonello Cirnelli, il decesso sarebbe riconducibile a un infarto o a un collasso da calore.

Nicu era arrivato in Italia pochi giorni prima per lavorare per l'impresa edile di 49enne romeno, e secondo quanto ricostruito dagli investigatori era impiegato senza regolare contratto. Il 4 agosto, mentre nel Padovano le temperature sfioravano i 38 gradi, si è sentito male durante l'orario di lavoro. Da quel momento, anziché essere portato immediatamente in ospedale, è iniziato un lungo spostamento che ha coinvolto diverse persone e tre luoghi diversi. Quando i soccorsi sono finalmente intervenuti, nel parcheggio di un supermercato a Saonara, per lui non c'era più nulla da fare. L'autopsia esclude l'alcol: si indaga sulle cause della morte di Nicu Terletchi L'esame autoptico non ha evidenziato, nei primi accertamenti, elementi che confermino che Nicu fosse ubriaco. Era una delle spiegazioni fornite da alcune delle persone coinvolte per giustificare il malore dell'operaio, ma il dato dovrà essere verificato definitivamente dagli esami tossicologici affidati alla dottoressa Donata Favretto.