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Roberta Polese

Padova, i primi riscontri dell’esame sull'operaio moldavo. La compagna: «Non aveva soldi per l'acqua, figuriamoci per il vino»

«Nicu ubriaco? Impossibile». Alina Nosei era la compagna di Nicu Terletchi, 35 anni operaio, padre di due bambini, nato in Moldavia e giunto in Italia pochi giorni fa per lavorare nei cantieri di un uomo che conosceva, Viorel Roman di 49 anni, titolare di un’impresa edile. Martedì 4 agosto, mentre le temperature sfioravano i 38 gradi, alle 17 Nicu è stato soccorso nel parcheggio del Prix di Saonara (Padova): era in macchina con due donne che avrebbero dovuto portarlo in ospedale dopo che, dall’una del pomeriggio, aveva perso conoscenza nel cantiere in cui lavorava, in nero. I soccorsi sono arrivati tardi, Nicu era morto. Ora sei persone sono indagate per quel mancato soccorso: Viorel Roman, titolare della ditta, sua moglie Mioara Roman di 46 anni, la zia di Roman Costanda Pasare e la figlia Claudia Nicoleta Pasare oltre ai due operai Dorica Virgil Taranu, di 46 anni e Florin Condrea di 37 anni, entrambi rumeni.

Le varie responsabilitàTutti, a detta della procura, hanno un ruolo in questa vicenda: se avessero portato Nicu subito in pronto soccorso dopo il malore che lo aveva colto alle 13, il giovane lavoratore straniero si sarebbe potuto salvare. Invece tutti hanno perso tempo, ben sapendo, è questa l’ipotesi degli investigatori, che in ospedale ci sarebbero state tante domande, e che prima o poi quindi qualcuno avrebbe scoperto che il giovane lavorava in nero. «Aveva bevuto» hanno detto gli indagati. Ma dall’autopsia svolta giovedì scorso dal medico legale Antonello Cirnelli, questo dato non emerge. Ora tutti gli esami tossicologici sono nella mani della dottoressa Donata Favretto, e per una relazione definitiva bisognerà attendere. Al vaglio della pm Claudia Brunino, che ha aperto un fascicolo per omissione di soccorso, ci sono le dichiarazioni di tutti gli attori di questa vicenda, che di fronte ai carabinieri che indagano si sarebbero contraddetti.