Era in Italia da 24 ore. Muratore, 35 anni, moldavo, aveva trovato lavoro in un cantiere edile: in nero, senza nessun contratto. Al primo giorno di lavoro – il 4 agosto, a Padova – si è sentito male ed è morto, probabilmente per un infarto che potrebbe essere stato causato dalle alte temperature. Sei persone, tutte di origini romene, sono ora indagate con l’accusa di omissione di soccorso aggravata dall’evento morte. Secondo i verbali, infatti, non hanno chiesto aiuto nel momento si sono accorti che il ragazzo era incosciente, per il timore “incorrere in ulteriori ripercussioni“. Quando sono stati allertati i soccorsi, circa due ore e mezza dopo, non c’era già più niente da fare.
Stando a una prima ricostruzione, l’uomo ha avuto un malore poco dopo le 14, mentre si trovava sul posto di lavoro. Due colleghi, su indicazione del titolare della ditta edile, lo hanno portato a casa di quest’ultimo, che ha tentato di rianimarlo. Soltanto a quel punto, rendendosi conto che era svenuto, l’imprenditore ha chiesto aiuto alla zia e la cugina, che lo hanno caricato a loro volta in auto per accompagnarlo in ospedale. L’allarme è scattato oltre due ore dopo, quando le due donne si sono fermate nel parcheggio di un supermercato a Saonara, nel Padovano, temendo che il 35enne si fosse aggravato.











