Un operaio morto mentre era al lavoro su un tetto nel Bresciano, una guardia giurata stroncata da un malore in auto a Bologna e un bracciante di soli 19 anni deceduto mentre raccoglieva pomodori nel Cremonese. Episodi distinti, ma con un comune denominatore: il caldo degli ultimi giorni, che potrebbe essere tra le cause dei tre decessi.

A Brescia la Procura ha iscritto nel registro degli indagati i datori di lavoro di Maurizio Trenta, carpentiere di 40 anni, Venerdì scorso si è sentito male mentre lavorava alla ristrutturazione di un'abitazione a Trenzano, nella Bassa bresciana. L'allarme è scattato intorno alle 15:30, quando la temperatura era ben oltre i 30 gradi. L'uomo stava lavorando sul tetto e si è accasciato davanti ai colleghi, che hanno chiamato i soccorsi. Trasportato in condizioni disperate all'ospedale di Chiari, è morto poco dopo. Il reato ipotizzato dalla Procura di Brescia è quello di omicidio colposo. Tre le persone indagate: l'amministratore unico della società impegnata nei lavori, il responsabile della sicurezza in cantiere e il preposto della ditta locale. L'ipotesi investigativa riguarda il possibile mancato rispetto dell'ordinanza regionale anti-caldo, che vieta, in presenza di determinate condizioni, le attività edili all'aperto tra le 12:30 e le 16. Il decesso sarebbe avvenuto quindi nella fascia oraria soggetta al divieto.