Maurizio Trenta è morto mentre stava lavorando sotto al sole per un malore, che potrebbe essere stato causato dal caldo. La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo d’indagine nei confronti dei datori di lavoro.

La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo d'indagine per omicidio colposo nei confronti dei datori di lavoro di Maurizio Trenta, l'operaio edile di quarant'anni che è morto per un malore sul posto di lavoro. Un decesso improvviso, che potrebbe essere stato causato dal caldo estremo di questi giorni. Il quarantenne non soffriva di alcuna patologia. Un motivo ulteriore per approfondire la dinamica dell'incidente con un'indagine, che sta coordinando la sostituto procuratrice Marica Brucci.

Trenta è morto venerdì scorso. Stava lavorando sulla copertura di un'abitazione a Trenzano quando si è sentito male. Stava operando in un orario in cui non avrebbe dovuto: Regione Lombardia ha infatti imposto una pausa in orari specifici per i lavoratori che svolgono mansioni sotto al sole e che, durante giorni di caldo estremo, potrebbero compromettere la propria salute. L'ordinanza, in questione, è la 489 che Regione ha emanato lo scorso 9 giugno e che porta la firma del presidente Attilio Fontana. Fanpage.it l'ha visionata e lungo il testo è specificato che: per i lavoratori che svolgono attività fisiche intense e con un'esposizione prolungata al sole, è vietato lavorare dalle 12:30 e fino alle 16 nei giorni in cui la mappa pubblicata sul sito del Progetto Worklimate, alle 12 dà un rischio alto.