di
Giampaolo Chavan
L'uomo di 35 anni era arrivato dalla Moldavia: aperta un’inchiesta e disposta l'autopsia. L'infarto sarebbe stato provocato anche dalle alte temperature
Il datore di lavoro e i suoi dipendenti hanno atteso più di due ore prima di soccorrere l’operaio, provocandone forse il decesso per non aver chiamato subito i sanitari del 118. Il trentacinquenne era stato colpito da un malore martedì in un cantiere edile a Padova. Era arrivato il giorno prima dalla Moldavia e aveva iniziato a lavorare in nero quando è morto dopo una rapida agonia. La pm di Padova Claudia Brunino ha aperto un’inchiesta e ha disposto l'autopsia sul corpo del giovane, affidata al medico legale Antonello Cirnelli.
Secondo i primi esiti dell'esame, il trentacinquenne è morto per un infarto sorto anche a causa dalle elevate temperature del 4 agosto a Padova. La procura ha già iscritto sei romeni nel registro degli indagati con l'accusa di omissione di soccorso aggravata dall'evento morte. L’accusa si fonda per il momento sulle testimonianze raccolte dagli uomini in divisa in cantiere a poche ore dal decesso del lavoratore. Secondo quanto emerge dai verbali, infatti, chi ha vissuto gli ultimi attimi di vita con il moldavo non avrebbe chiamato i soccorsi nel momento in cui ci si è accorti che il carpentiere era grave. Non l’ha fatto con ogni probabilità per il timore di finire nei guai con la giustizia anche perché la vittima non aveva ancora un regolare contratto di lavoro.











