Trump il 3 agosto nello Studio Ovale

Trump è stretto nella morsa di Iran e Israele. Teheran pone sei condizioni per riaprire Hormuz, mentre Netanyahu rifiuta di fare concessioni al suo alleato e conferma l’offensiva contro Gaza.

Trump in queste ore è stretto nella morsa inedita creata da Israele e Iran. Questi due storici nemici giurati hanno entrambi dichiarato di non voler cedere alle condizioni del presidente degli Stati Uniti. Netanyahu sul Board of Peace per Gaza da una parte, e il governo di Teheran dall'altra tengono così in scacco Trump come mai era accaduto prima.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane pongono pesanti condizioni sullo Stretto di Hormuz, diventato ormai il vero nodo da sciogliere per permettere il prosieguo delle trattative per la tregua. Nelle stesse ore, però, anche tra i suoi alleati, Trump sta trovando muri e condizioni che impediscono la realizzazione della pace da tempo annunciata. Il primo ministro Benjamin Netanyahu infatti ha ribadito che difenderà le posizioni di Israele anche "contro i suoi migliori amici, se necessario". Le sei condizioni di Teheran L'Iran vuole decidere tutto ciò che riguarda lo Stretto di Hormuz, la via marittima per la quale transita buona parte del commercio globale di carburanti. La gestione di questa rotta commerciale è da sempre al centro delle trattative tra Iran e Usa, ed è uno dei temi più presenti all'interno del memorandum sottoscritto dai due paesi a giugno.