Da giorni Washington annuncia che un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz è vicino. Da giorni Teheran smentisce, o precisa che non lo sarà alle condizioni indicate dagli Stati Uniti. E mentre le due parti continuano a parlare di un'intesa che ancora non c'è, Hormuz resta di fatto quasi chiuso. Soltanto otto navi hanno attraversato lo Stretto il 7 agosto, secondo i dati della società Kpler, contro i circa 130-140 passaggi quotidiani precedenti alla guerra. Secondo gli analisti, riferisce la Cnn, è improbabile che il traffico marittimo torni ai livelli precedenti alla guerra.
Intanto gli Emirati Arabi Uniti accusano l'Iran di aver colpito con un missile una nave legata alla compagnia petrolifera statale Adnoc mentre transitava nello Stretto. Non risultano feriti. Il ministero degli Esteri di Doha ha sottolineato che “prendere di mira il traffico marittimo commerciale e utilizzare lo Stretto di Hormuz come strumento di pressione o ricatto economico costituisce un atto di pirateria da parte delle Guardie Rivoluzionarie iraniane e rappresenta una minaccia diretta alla stabilità della regione e della sua popolazione, nonché alla sicurezza energetica globale”. Un attacco che mostra quanto il ritorno alla libertà di navigazione a Hormuz sia lontanissimo.















