Trump: presto la firma o un nuovo attacco. Il ruolo dell'Arabia Saudita. Niente pedaggi per 60 giorni
Stati Uniti, Iran e Oman sono vicini a un accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Washington punta ad annunciare oggi l’intesa. Lo fa sapere la rivista Axios, in base a due fonti regionali e a un funzionario americano. L’accordo, oggetto di negoziati da diverse settimane, mira a ripristinare la tregua tra Usa e Iran. E a far ripartire i negoziati per un accordo sul nucleare. L’intesa preliminare farebbe sue alcune richieste iraniane sui diritti di controllo del traffico nello stretto che non aveva prima della guerra. L’accordo in discussione consisterebbe in un meccanismo provvisorio di 60 giorni, potenzialmente prorogabile.
Il presidente Donald Trump ha rinviato l’ultimo attacco a Teheran proprio per le possibilità di raggiungere un accordo. Ma ha già minacciato che potrebbe ripensarci senza firme. Secondo le indiscrezioni sull’accordo tutto il traffico navale in entrata attraverso lo stretto e diretto verso il Golfo transiterebbe su una corsia settentrionale, attraversando le acque iraniane. Tutto quello in uscita verso il Mar Arabico transiterebbe su una corsia meridionale, in acque dell’Oman e in coordinamento con l’Iran. Non sarebbero applicati pedaggi o tariffe nei 60 giorni. Le parti lavorerebbero alla rimozione delle mine dalla corsia centrale dello stretto entro 30 giorni. Una volta sgomberata, sarebbe usata per il traffico in entrata e in uscita, nei termini di un accordo permanente da negoziare tra Oman e Iran.










