L’enoturismo italiano sta vivendo una trasformazione profonda. Se fino a qualche anno fa la visita in cantina associata alla degustazione rispondeva alle aspettative di un turismo appassionato e a tema, oggi il vino è diventato il punto di partenza di un racconto più ampio. Un percorso che molto spesso intreccia storie di famiglia e di generazioni che si passano il testimone, porta in primo piano regioni e territori meno conosciuti, vicende storiche e geo-politiche dove risiede una profonda matrice culturale.

Il Marsalese è uno dei luoghi in cui questa evoluzione appare più evidente. Per anni queste latitudini sono state identificate quasi esclusivamente per la loro produzione vinicola più celebre, il Marsala. Attualmente, invece, si sta costruendo una nuova identità – anche turistica –, nella quale il vino è passato dall’essere intrattenimento e piacere conviviale a diventare una chiave di lettura privilegiata di una regione. Nel caso specifico della provincia di Marsala, si aggiunge un tassello ulteriore che è quello della storia agricola e in generale della cultura materiale della Sicilia Occidentale. Cantine Florio, Marco De Bartoli, Pellegrini, Caruso & Minini, Paolini, sono tutte realtà che con la loro presenza e lavoro nel tempo hanno facilitato la crescita e l’aumento di curiosità verso questi territori.