L'editoriale

Tiberio Brunetti

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Nell’autunno del 1998, poco più di un mese prima di compiere diciotto anni, in un pomeriggio qualunque di metà settimana mi trovavo in piazza Dante, a Napoli, nella sede di Alleanza Nazionale, a ritirare orgoglioso il mio incarico di coordinatore di Azione Giovani — così si chiamava allora il movimento giovanile del partito — per l’isola di Capri. Qualche ora dopo ero al Palapartenope, felice, al concerto di Francesco Guccini. Figlio di una famiglia di destra, non ho mai avuto dubbi sulla mia identità politica (pur abbandonando ogni attivismo e partigianeria a circa trenta anni). Allo stesso modo nutrivo un’ammirazione smisurata per quanto in quei tempi riusciva a esprimere la cultura italiana legata alla sinistra.

Noi, ragazzi di destra che abbiamo amato Guccini e la cultura di sinistra