Risoluzione desiderata:

Pezeshkian parla di "momento migliore" per negoziare, ma le Guardie Rivoluzionarie chiedono danni di guerra agli Stati Uniti. Intanto la crisi si allarga tra Yemen, Iraq e Arabia Saudita

"Questo è il momento migliore per raggiungere un accordo". A sostenerlo è il presidente iraniano Pezeshkian che, citato da Al Jazeera, esorta il proprio Paese a superare una fase di "né guerra né pace". Il presidente ha aggiunto che le violazioni si verificano in ogni memorandum d’intesa e che risolverle è l’obiettivo principale dei negoziati in corso con l’Oman per un’intesa sullo Stretto di Hormuz.

Le richieste iraniane per la ripertura dello Stretto

Riguardo alla situazione dello stretto, il ministro degli Esteri Araghchi ha riferito che le parti sarebbero ormai prossime a una conclusione. Ha tuttavia sottolineato che, per la riapertura della via navale, sarà necessario un risarcimento per danni di guerra da parte degli Stati Uniti. Secondo le Guardie Rivoluzionarie, Washington dovrebbe accettare pienamente le condizioni iraniane e cessare ogni interferenza nei colloqui. "Finché l'America non correggerà il suo comportamento", avverte il Consiglio di Sicurezza di Teheran, "Hormuz resterà chiuso".