In attesa che con l'intesa tra Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz ci sia anche la riapertura del passaggio, una petroliera segnala esplosioni in quel tratto di mare. "Presto una dichiarazione congiunta se non si intromettono parti terze", il messaggio di Teheran a Washington accusata di sabotare l'intesa sullo Stretto che potrebbe portare a una tregua. Dagli Usa, intanto, il vicepresidente James David Vance ha difeso la gestione dei negoziati con l'Iran da parte dell'amministrazione del presidente Trump, definendo il processo irregolare e complesso. In un'intervista all'emittente televisiva Fox News, il vicepresidente ha affermato che i colloqui procedono con "un passo avanti e due indietro", ma ha ribadito l'obiettivo di arrivare a una conclusione positiva della crisi. Secondo Vance, Teheran è un interlocutore difficile anche perché il sistema politico iraniano è "frammentato": da un lato vi sarebbero esponenti favorevoli alla fine del conflitto, dall'altro "radicali" intenzionati a proseguirlo. Vance ha quindi sottolineato che il compito degli Stati Uniti è orientare i negoziati verso il miglior risultato possibile per gli interessi Usa.