L'Iran torna a serrare lo Stretto di Hormuz, riportandolo sotto "stretto controllo", in risposta alla prosecuzione del blocco statunitense sui suoi porti, a tre giorni dalla scadenza del cessate il fuoco tra Teheran e Washington e mentre un accordo di pace appare ancora lontano. Dopo aver annunciato venerdì una riapertura della cruciale rotta marittima, attraverso cui transita normalmente circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas, la Repubblica islamica ha fatto marcia indietro, ripristinando le restrizioni e alzando nuovamente il livello dello scontro. Poco dopo l'annuncio, almeno tre navi commerciali che tentavano di attraversare lo stretto sono state raggiunte da spari, mentre i Guardiani della Rivoluzione hanno avvertito che qualsiasi tentativo di avvicinamento sarà considerato come una forma di cooperazione con il nemico e dunque preso di mira. Dura la reazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha accusato Teheran di "ricatto". La nuova escalation arriva dopo oltre un mese di guerra che ha provocato migliaia di morti, in Iran e in Libano, e ha avuto pesanti ripercussioni sull'economia globale. Solo due giorni fa l'annuncio della riapertura dello Stretto aveva dato impulso ai mercati finanziari e determinato un netto calo dei prezzi del petrolio, ma il nuovo irrigidimento rischia ora di generare nuove turbolenze alla riapertura dei mercati.
Guerra, l'Iran richiude Hormuz ma avanzano i negoziati con gli Usa: cosa succede
L'Iran torna a serrare lo Stretto di Hormuz, riportandolo sotto "stretto controllo", in risposta alla prosecuzione del blocco statuniten...













