Non è stata esattamente un successone l’idea di Pedro Sánchez di rispondere alla decisione dell’Italia di ripristinare i controlli per chi proviene dalla Spagna con una decisione dello stesso tipo, che resterà in vigore fino al 7 settembre.
Del resto, l’Italia ha reintrodotto i controlli dopo una crisi epocale come quella di Ceuta, mentre quello di Sánchez, «el guapo» (il bello), è sembrato più un atteggiamento da guappo. Se n’è accorta pure la Commissione europea: «Ci aspettiamo che le autorità spagnole», dichiara a El Mundo il commissario europeo per gli Affari interni e le Migrazioni, Magnus Brunner, «lavorando congiuntamente con quelle marocchine, rispettino il loro impegno a garantire che le misure adottate in risposta alla situazione a Ceuta non abbiano alcun impatto sullo spazio Schengen.
La situazione a Ceuta è, innanzitutto, una questione che spetta alle autorità spagnole, responsabili della gestione del proprio sistema di accoglienza», aggiunge Brunner, «tutte le persone interessate devono essere registrate e sottoposte ai necessari controlli di sicurezza, in conformità con le norme dell’Ue. Coloro che non hanno il diritto di rimanere dovranno essere rimpatriati senza eccezioni, in modo rapido ed efficace.











