A Tolentino una delle quattro sedi operative delle Marche, guidata da Marco Gobbi "Cresce il numero delle autopsie sugli animali selvatici, presto incontri con i cittadini".Esegue analisi e controlli per identificare e prevenire le malattie infettive degli animali, testa campioni di alimenti per escludere la presenza di contaminanti chimici, fisici e biologici, monitora lo stato di salute degli allevamenti e della fauna selvatica. E, solo negli ultimi due anni, ha effettuato circa 2.500 autopsie sugli animali, tra cui cinghiali e lupi. L’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) dell’Umbria e delle Marche, in via Maestri del Lavoro, zona Cisterna, a Tolentino, si racconta. Gli obiettivi: garantire la sicurezza alimentare, la tutela ambientale, la salute e il benessere degli animali. È stato uno dei primi centri a diagnosticare il virus SARS-CoV-2. Il dirigente è il dottor Marco Gobbi. Dodici unità compongono il gruppo stabile, ma intorno alle sei sedi gravitano circa 300 tra medici veterinari, chimici, biologi, biotecnologi, farmacisti, tecnici di laboratorio, tecnologi alimentari, figure amministrative, operai specializzati e informatici.

Tolentino ospita una delle quattro sedi operative marchigiane, con Pesaro, Ancona e Fermo, oltre a quelle umbre di Terni e Perugia (sede legale). L’Izs, ente pubblico del Servizio sanitario nazionale, vigilato dal Ministero della salute, offre supporto tecnico-scientifico alle Regioni e alle Ast. "Tra le attività principali del gruppo di lavoro – esordisce il direttore generale Vincenzo Caputo – c’è la lotta alle malattie infettive degli animali, le zoonosi, che si trasmettono dall’animale all’uomo e viceversa (come la tubercolosi, l’influenza aviaria e la brucellosi); controlliamo gli alimenti (carne, pesce, latte, uova), ci dedichiamo alle attività di formazione e informazione. E ci occupiamo anche di cooperazione internazionale; il legislatore, infatti, spesso dà la possibilità di inviare dirigenti e ricercatori in vari Paesi nel mondo, collaborando con università e territori, per approfondire ad esempio lo studio di malattie infettive (basti pensare alla nostra missione in Serbia o in centro Asia per la peste suina) o garantire gli standard fissati dalla Commissione Europea, come nel caso dei prodotti ittici. Ma in particolare il gruppo di lavoro di Tolentino, data anche la vicinanza del Parco nazionale dei Sibillini, si sta specializzando sugli animali selvatici. È in corso un ulteriore rafforzamento su questo fronte". Prima la sede si trovava a Macerata, ma da dieci anni, pochi mesi prima del terremoto 2016, si è trasferita a Tolentino. Una struttura nuova, dotata di laboratori ad alto contenimento biologico (per trattare agenti biologici pericolosi, virus e batteri, senza alcun pericolo per l’ambiente), che non ha subìto danni con le scosse, ma che anzi, nei giorni del post-sisma, ha messo a disposizione alcuni suoi spazi e postazioni di lavoro ad altri enti pubblici le cui sedi erano state danneggiate o rese inagibili.